Tesi di dottorato

Testo introduttivo tratto da "The Language of Audio Description from a Corpus-Based Perspective", di Saveria Arma, Dottorato in Lingua Inglese per Scopi Speciali, Università degli Studi di Napoli Federico II, Facoltà di Scienze Politiche.

L'audiodescrizione (AD) è una tecnica di recente introduzione che permette di rendere accessibili ai non vedenti e agli ipovedenti numerosi prodotti audiovisivi quali film, spettacoli teatrali e di danza, performance sportive e allestimenti museali. Una traccia audio pre-registrata oppure trasmessa live tramite opportuna tecnologia descrive costumi, ambientazione, particolari stati d'animo, movimenti e tutti gli elementi che nei normodotati vengono percepiti attraverso la vista. Nei film, in particolare, questa traccia è collocata di norma nelle pause silenziose tra le azioni o tra le battute successive del flusso dialogico. L'audiodescrizione, per la sua vocazione oggettiva e per la sua funzione di ausilio strumentale all'accessibilità, è chiamata a descrivere il testo audiovisivo senza interpretarlo, se non nei casi in cui l'interpretazione sia indispensabile alla comprensione e alla fruizione del prodotto o qualora l'audiodescrittore, seguendo l'intento narrativo del regista, intenda creare un particolare effetto narrativo. Per molto tempo fino agli anni '80 (soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Paesi che si pongono oggi all'avanguardia nel settore dell'audiodescrizione) – e nella maggior parte dei casi ancora oggi- questi elementi narrativi potevano soltanto essere sussurrati all'orecchio dell'utente cieco o ipovedente da un accompagnatore normovedente; oggi, anche grazie al progresso tecnologico e ad un discreto numero di ricerche in campo accademico (Benecke 2004; Orero 2004, Piety 2004, Remael 2004, Salway 2005, Graham 2004, Vassiliou 2006), l'audiodescrizione può essere preparata e registrata in anticipo.

Secondo l'Ofcom, l'authority inglese per i servizi di accesso alle comunicazioni, una buona audiodescrizione dovrebbe rispettare le seguenti fasi:

- Scelta del programma da audiodescrivere;
- Visione del programma;
- Preparazione della bozza dello script;
- Registrazione della traccia;
- Revisione del prodotto.

Attraverso la prima fase, gli specialisti dell'audiodescrizione mirano ad effettuare una scelta del prodotto da audio descrivere. In effetti, non tutti i prodotti sono candidati ideali al processo di audiodescrizione: in presenza di azioni numerose e concitate, può aumentare il rischio che la traccia audio si sovrapponga al dialogo o agli altri elementi sonori dell'originale, compromettendone la fruizione da parte di un pubblico ipovedente o non vedente. In generale, sembrano preferibili quei prodotti che lasciano un margine maggiore per l'inserimento della traccia audio descritta, e che presentano una linea narrativa non particolarmente intricata o complessa. Successivamente, il team deputato all'audiodescrizione visiona il prodotto da audio descrivere, prendendo nota delle pause tra i dialoghi, dei personaggi, dell'ambientazione e di eventuali altre caratteristiche narrative o ambientali che dovranno trovare un adeguato corrispettivo audio descrittivo. Le pause saranno preferibilmente annotate prendendo nota della temporizzazione, ovvero del time in e del time out, parametri temporali di riferimento che fungeranno da guida nella stesura dell'audiodescrizione, in quanto misura del tempo a disposizione per l'inserimento della stringa audiodescrittiva. In una terza fase, il team provvede alla stesura dell'audiodescrizione propriamente detta, che deve tenere conto non soltanto dei dialoghi e degli altri elementi semanticamente rilevanti (quali rumori, colonna sonora, voci fuori campo) ma rispettare anche lo stile linguistico del prodotto, per non intralciarne o impedirne la fruizione da parte del pubblico videoleso. In una quarta fase, lo script viene registrato attraverso opportuni ausili hardware e software, preferibilmente in uno studio di registrazione professionale. La voce che audio descrive può corrispondere o meno a quella di uno degli audio descrittori. In generale, è preferibile che si impieghi la voce di un professionista, considerata per le sue caratteristiche più piacevole e più adatta ad accompagnare e a favorire la fruizione del prodotto stesso. Infine, la traccia audiodescrittiva viene mixata con la traccia originale del film attraverso opportuni aggiustamenti acustici, per poi essere finalizzata e resa pronta per l'utilizzo. Qualora l'audiodescrizione sia live, la traccia viene preparata in anticipo con l'ausilio di una registrazione precedente dell'evento, oppure in occasione di prove generali o in circostanze simili; se ne registrano poi i caratteri temporali e scenici fondamentali (come nel caso dell'audiodescrizione in pre-registrato), per poi procedere ad una live delivery nel momento della rappresentazione ufficiale. Tale metodo è particolarmente utilizzato nel caso di spettacoli teatrali, performance di danza o match sportivi, sempre e comunque considerando che ognuno di questi generi possiede, a sua volta, caratteristiche ed esigenze precipue da tenere in considerazione.

La maggior parte delle audiodescrizioni in ambito anglosassone e germanofono viene prodotta da un team composto da uno/due audiodescrittori e uno/due non vedenti o ipovedenti: il gruppo collabora per oggettivare le impressioni, correggere le inesattezze, identificare e riempire possibili mancanze nel flusso informativo. Le competenze richieste all'audiodescrittore spaziano dalle qualità vocali (quantunque, come già sottolineato in precedenza, non sempre l'audiodescrittore e la voce coincidano), alla capacità di mantenere costante l'equilibrio tra neutralità e interpretazione in tutto il percorso narrativo. L'attività di audiodescrizione implica, infatti, la propensione a descrivere oggettivamente più che interpretare o esprimere un giudizio personale sulla scena o la sequenza in questione; si preferirà, ad esempio, l'espressione 'il suo viso è coperto di rughe' scartando l'opzione 'è una persona vecchia'; si eviteranno parole astratte o semanticamente vaghe (quali 'buono', 'cattivo', 'brutto', 'bello'). L'audiodescrizione è, in sostanza, chiamata a produrre attraverso una nuova traccia audio lo stesso effetto che le immagini e la traccia audio originale producono sugli udenti normovedenti. Nonostante non esista una lunga tradizione negli studi audiovisivi e in quelli sull'audiodescrizione in particolare, la comunità scientifica riconosce attualmente che l'audiodescrizione dovrebbe rispettare lo stile linguistico del prodotto in cui viene inserita, considerare la colonna sonora come parte integrante del testo audiovisivo e fare uso di frasi corte e semplici.

Nonostante l'audiodescrizione sia stata sistematicamente applicata nel Regno Unito e negli Stati Uniti solo nell'ultimo ventennio, la tecnica oggi attira copiosi investimenti ed è al centro di numerose iniziative. Secondo la BBC, la popolarità dell'audiodescrizione è destinata a crescere notevolmente nei prossimi anni, tanto da equiparare quella della sottotitolazione per non udenti. Dal punto di vista accademico, mentre un numero discreto di ricercatori ha affrontato la tematica attraverso case studies, solo pochi lavori si sono occupati di audio descrizione in prospettiva linguistica, soffermandosi in particolare su come una certa classe di sentimenti o situazioni è audiodescritta e dei modi possibili di rendere (semi)automatica la produzione di audio descrizioni per agevolare il compito degli audiodescrittori (Vassiliou 2006). Nel quadro del progetto TIWO (Television in Words), Andrew Salway e Andrew Vassiliou, ricercatori dell'università del Surrey, si sono occupati di audiodescrizione dal punto di vista testuale partendo dall'osservazione di un corpus di film audiodescritti. Dalla loro analisi emergono specificità e idiosincrasie della lingua usata dagli audiodescrittori, specificità tali da poterla definire a pieno titolo una lingua per scopi speciali (Salway and Vassiliou 2005). Basandosi sull'osservazione empirica di schemi ricorrenti e adottando la prospettiva della linguistica dei corpora, i due studiosi hanno cercato di utilizzare l'audiodescrizione come strumento di estrazione di informazioni sul contenuto visivo e suggerito interessanti percorsi di ricerca per la generazione semiautomatica dello script. Secondo Salway e Vassiliou (2005) l'uso altamente specializzato della lingua per comunicare un dato contenuto a un ristretto numero di utenti, crea un linguaggio specialistico caratterizzato dal prevalere di caratteristiche idiosincratiche rispetto alla lingua generale. Inoltre, Salway (2005) ribadisce come il ruolo dell'audiodescrizione all'interno dei translation studies e della traduzione audiovisiva non sia stato indagato a sufficienza, così come il rapporto tra strutture linguistiche dell'audiodescrizione e le componenti visive.

© Saveria Arma, tutti i diritti riservati.

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